Le collezioni del Gabinetto Nazionale delle Stampe
I Disegni
Nella raccolta dei disegni del Fondo Corsini spiccano per quantità e qualità due nuclei omogenei: il fondo di fogli del Barocco Romano e quello di Scuola Fiorentina.
Il fondo di disegni del Barocco Romano documenta l'attività svolta a Roma nel Seicento dalle scuole di Bernini, Pietro da Cortona e Maratta, con opere significative di Schor, Ferri, Baldi, Canini, Passeri, i cinque volumi di disegni di Giacinto e Ludovico Gimignani, che costituiscono la raccolta più ampia della grafica dei due pittori, e ancora i circa trecento fogli di Guglielmo Cortese. L'elevata qualità delle opere ne fa una delle raccolte più preziose in campo internazionale.
Il secondo nucleo di rilievo è costituito dai fogli di scuola Fiorentina dal XV al XVII secolo, provenienti dalla collezione del cardinale Francesco Maria de' Medici, venduta a Firenze nel 1728, come risulta dal carteggio tra Neri Corsini e il fratello Bartolomeo. A questo fondo appartengono i bei fogli di Maso Finiguerra, Ghirlandaio, Gozzoli, Pontormo, Santi di Tito, Poccetti, Cigoli, Boscoli, il numeroso gruppo di Curradi e Stefano della Bella, e lo splendido studio di panneggio di Leonardo da Vinci.
Altri nuclei meno numerosi sono costituiti dal gruppo di fogli di altissima qualità di Scuola Napoletana, tra cui spiccano gli studi di Jusepe de Ribera e i disegni di Salvator Rosa, da alcuni disegni di Scuola Genovese, da un piccolo nucleo di fogli di artisti bolognesi, che comprende un corpus di circa 100 disegni di Giovan Francesco Grimaldi, e da opere di Scuola Lombarda e Veneta.
Accanto all'ampio panorama di disegni di scuola italiana che configura il carattere della collezione Corsini, sono presenti anche testimonianze di scuole straniere, tra cui emergono il folto gruppo di disegni olandesi e fiamminghi con i bei paesaggi di Bartholomeus Breenbergh, Jan Both e Gaspar van Wittel, ed il nucleo di fogli di Scuola Francese con gli schizzi di Nicolas Poussin, le scene di battaglia di Jacques Courtois detto il Borgognone, i paesaggi di Claude Lorrain.
Le Stampe
Se la raccolta di disegni porta l'impronta personale del cardinale Neri, le stampe furono acquistate in particolare da due bibliotecari dei Corsini. Monsignore Giovanni Gaetano Bottari (1688-1775) e Luigi Maria Rezzi.
Nelle sue lettere Bottari confessa esplicitamente il maggior interesse che lo lega alle stampe, soprattutto per la loro funzione documentaria e di traduzione. probabilmente proprio a questo interesse si deve la presenza nella collezione di un altissimo numero di stampe di incisori italiani tratte da dipinti, affreschi, statue, architetture, fenomeno a cui sono stati dedicati nel corso degli ultimi venti anni studi e mostre a cura dell'Istituto stesso.
Con Luigi Maria Rezzi, bibliotecario dal 1836 al 1857, la raccolta di grafica raggiunse proporzioni considerevoli anche a livello europeo. Rezzi oltre ad acquisire nuovi fondi di stampe, cominciò anche a classificarle sistematicamente e a collocarle in appositi volumi, ove tuttora sono conservate.
Le stampe Corsini, che per qualità e rarità costituiscono un nucleo pregiato nelle collezioni dell'Istituto Nazionale per la Grafica, ripercorrono le tappe fondamentali della storia della grafica italiana, dal niello quattrocentesco, rara testimonianza della nascita dell'incisione calcografica, ai preziosi fogli di Mantegna e Pollaiolo, al cospicuo gruppo di fogli cinquecenteschi di Marcantonio Raimondi, Marco Dente, Agostino Veneziano, Giorgio Ghisi e Diana Scultori. Sono poi presenti in grande numero stampe di soggetto romano, dalle vedute della città ai paesaggi della campagna romana, alle ville e alle raccolte di antichità. Per il seicento sono notevoli, per qualità di tiratura e quantità di esemplari, le raccolte di Stefano della Bella e Salvator Rosa, ma sono rappresentati anche numerosi altri incisori, da Agostino e Annibale Carracci a Giovan Battista Castiglione e Simone Cantarini, fino al Falda e allo Specchi.
Il Settecento, particolarmente ricco di incisioni di traduzione, si segnala soprattutto per le preziose tirature antiche di Piranesi e per gli esemplari unici di Canaletto.
La collezione Corsini è ricca anche di fogli di artisti stranieri, in particolare di Scuola Tedesca, tra cui sono da segnalare la raccolta pressoché completa delle stampe di Albrecht Dùrer, le opere dei piccoli maestri di Norimberga, di Martin Schongauer, di Hans Baldung Grien, di Albrecht Altdorfer, di Lucas Cranach. Anche la Scuola Fiamminga e Olandese è ampiamente rappresentata dalle stampe di Goltzius e Luca di Leyda, di Cort, dei Sadeler, dal nutrito gruppo di incisioni di traduzione da Rubens e da alcuni fogli di Rembrandt. Tra le stampe di Scuola Francese si distingue il numerosissimo gruppo di Jacques Callot. Per le stampe più tarde è da la raccolta dei capricci di Francisco Goya nella prima edizione del 1799.
Il Fondo Nazionale
Con la fondazione nel 1895 del Gabinetto Nazionale delle Stampe si cominciò a formare un nuovo nucleo di disegni e stampe, denominato Fondo Nazionale, che costituisce una raccolta vitale in continuo e costante accrescimento, attualmente composta da circa:
12.297 disegni
52.320 stampe
L'origine di questo fondo rispetto a quello Corsini, che rispecchia sostanzialmente il gusto di un collezionista del settecento, ne determina il carattere di maggiore eterogeneità, in quanto acquisti e donazioni hanno seguito in questo caso criteri stabiliti di volta in volta dai differenti direttori, sempre soggetti all'endemica carenza di fondi da pane dello stato e alle difficoltà dell'iter burocratico d'acquisto. I donativi stessi, in quanto tali, non possono certo avere la sequenza logica propria del collezionismo del singolo, anche se in questo campo, come per le acquisizioni, si è sempre continuato ad accrescere la collezione con opere di artisti italiani, cercando di colmare le lacune esistenti, per ovvii limiti cronologici da Fondo Corsini, per il XIX e XX secolo. Nel tracciare una breve storia che definisca in grandi linee la formazione del Fondo Nazionale, si deve evidenziare che il nucleo più rilevante di opere venne raccolto nei primi trent'anni di vita dell'Istituto e che attraverso l'analisi di inventari e documenti relativi alle nuove accessioni è possibile ricostruire, anche se per una parte molto circoscritta, la politica seguita dallo stato italiano per l'acquisto di stampe e disegni.
Durante la direzione di Adolfo Venturi furono fatti diversi acquisti, in particolare tra il 1898 e il 1900, il Codice degli Anacoreti, trenta fogli con la storia di Sant'Antonio Abate, ascrivibile a Scuola Lombarda intorno al 1430, e il Codice degli Uomini Illustri, noto anche come Libro del Giusto, costituito da sedici fogli recto-verso, di controversa attribuzione, riferibili a Scuola Veneta della prima metà del XV secolo
Durante la lunga direzione di Federico Hermanin la collezione ebbe un notevole incremento; tra i fondi degni di nota: il corpus di mille disegni di Nicolas-Didier Bouget raccolti in cinque volumi; il cospicuo nucleo di circa 400 disegni di Felice Giani, e la preziosa raccolta di cento fogli con disegni e progetti dell'architetto Ferdinando Fuga. Nel 1913 e nel 1928 furono acquistati i cinque codici di disegni di Alberto, Cherubino e Giovanni Alberti
tra il 1921 e il 1922 furono incamerate alcune migliaia di stampe, dal XVI al XIX secolo con un folto gruppo di incisioni venete settecentesche, provenienti dalla Raccolta Drusiani. Altra importante collezione confluita nel Fondo Nazionale è il Fondo Pio, che comprende trentatré volumi di stampe più uno di disegni, collezionati e ordinati da Nicola Pio.
Tra il 1942 e il 1943, il direttore condusse a termine l'acquisizione-donazione della Raccolta Guarnati, molto interessante soprattutto per la serie dei Capricci di Giovan Battista Tiepolo, per le stampe di Giuseppe De Nittis e per i numerosi fogli di incisori stranieri dell'ottocento, tra questi Daubigny, Daumier, Manet. Costituì inoltre un piccolo nucleo di disegni di Mafai, Rosai, de Chirico, Pirandello, Conti, Guttuso, soprattutto schizzi e studi.
Negli anni sessanta e settanta si continuò ad incrementare le raccolte con stampe e disegni e tra donazioni e acquisti si è così andato formando un discreto nucleo di disegni dell'ottocento italiano, soprattutto paesaggi, vedute e anche schizzi di viaggio raccolti in taccuino.
Diverse sono le presenze di Scuola Napoletana, in particolare i taccuini di Giacinto e Ercole Gigante, ma anche decisamente significative sono le testimonianze di ambito toscano: gli schizzi di Telemaco Signorini, diversi studi di Giovanni Fattori, a cui si è aggiunto nel 1971 un taccuino di schizzi a matita, acquistato insieme con i disegni della campagna romana di Charles Coleman.
Negli anni Settanta si è costituita una raccolti considerevole con la donazione-acquisizione da parte degli eredi di Adolfo De Carolis di disegni, matrici e stampe del maestro della xilografia italiana, a cui recentemente si è aggiunto il consistente corpus grafico di incisioni, disegni e matrici di Diego Pettinelli, e il numeroso gruppo di illustrazioni ed ex libris italiani della collezione Sapori.
Altri fondi cospicui sono rappresentati dai gruppi di disegni e stampe di' Guido Balsamo Stella e di Giuseppe Ugonia, e dai circa 200 disegni di Ercole Drei
L'_attività di artisti del Novecento è testimoniata dalle incisioni di Luigi Bartolini, Duilio Cambellotti, Arturo Martini, Lorenzo Viani, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, da alcuni pastelli di Giacomo Balla, e dal bel disegno a penna di Scipione, solo per citare i più noti.
Tra le recenti acquisizioni degne di particolare interesse figurano due raccolte: la collezione di 121 disegni di Meli Lupi di Soragna, formata da fogli di Scuola Italiana, in cui si distingue il nucleo genovese con disegni del XVII e XVIII secolo e la collezione napoletana D'Avella, composta da fogli di studio di Luigi Vanvitelli e da alcuni paesaggi di Gaspar van Wittel.
Alla fine degli anni Ottanta sono stati acquistati i due grandi cartoni di Francesco Martini, preoparatori per gli affreschi eseguiti tra il 1734 e il 1740 sulla volta della Coffee House di palazzo Colonna.