Calcografia

 

Il Palazzo della Calcografia

Il palazzo di via della Stamperia in cui ha sede la calcografia fu ultimato e inaugurato nel 1837. L'incarico per la realizzazione del palazzo fu affidato nel 1835 all'architetto Giuseppe Valadier (1762-1839), allora direttore della Calcografia Camerale, che diresse i lavori portandoli a termine in breve tempo.

«La R. calcografia di Roma ha per fine il progresso dell'arte dell'incisione e l'illustrazione del patrimonio artistico-storico nazionale»

così recita l'articolo 1 del Regolamento organico per la Regia Calcografia di Roma approvato con R. Decreto nel 1904. Nei numerosi articoli che seguono si normalizza una realtà ed una prassi che nel corso di quasi due secoli erano state alla base del funzionamento e costituivano la peculiarità stessa di questo istituto.

Precisamente dal 15 febbraio 1738, data posta in calce al chirografo di Clemente XII Corsini, in cui si stabilivano le condizioni per impedire la vendita del ricchissimo patrimonio di lastre calcografiche appartenenti all'antica stamperia romana di Lorenzo Filippo de' Rossi ad alcuni mercanti inglesi, e si decretava l'acquisto dell'intera collezione che sarebbe andata a costituire la calcografia camerale: «...perché restino conservate le opere più segnalate degli Antichi artefici incise specialmente in Rami, quali tanto conferiscono a promuovere la magnificenza, e splendore di Roma appresso le Nazioni straniere, come pure l'avanzamento della gioventù studiosa dell'arti liberali...». si bloccava così la dispersione di una delle più cospicue raccolte formata nel corso del seicento ad opera della famiglia di stampatori-editori de' Rossi.

Dopo il 1738 la calcografia romana con alterne vicende ha visto accrescere sempre più le proprie collezioni fino a raggiungere l'attuale consistenza di circa 23.000 matrici, divenendo quindi la più grande collezione esistente al mondo.

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