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SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA |
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REGIONE LAZIO |
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in collaborazione
con “Nostoi. Capolavori ritrovati” |
| Roma,
Sala Dante di Palazzo Poli
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Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli e il Presidente della Regione della Lazio, Pietro Marrazzo inaugureranno il prossimo sabato 29 marzo alle ore 11.30 nella prestigiosa sede di Palazzo Poli, Sala Dante, la mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati”, che dopo lo straordinario successo di pubblico e di critica nazionale e internazionale ottenuto al Palazzo del Quirinale, si presenta arricchita da nuovi straordinari manufatti che rientrano in Italia provenienti dalla Collezione Shelby White di New York, tra i quali vanno ricordati il Cratere a calice a figure rosse con Zeus e Ganimede, Hydria cerretana con la fuga di Ulisse dall’antro di Polifemo e l’Anfora calcidese con cavalcata di giovani. Per oltre trent’anni un fenomeno di incredibile gravità e ferocia ha investito il nostro Paese: tra gli anni 1970 e i primi anni del Duemila l’Italia ha vissuto un’epoca che viene definita la “Grande Razzia”. Un numero incredibile di opere d’arte di inestimabile valore sono state trafugate dagli scavi archeologici del nostro Paese, soprattutto dal Sud e dal Centro Italia, da spregiudicati mercanti d’arte che seguendo percorsi clandestini le hanno poi vendute a collezionisti privati e a grandi istituzioni museali internazionali.
Oggi possiamo celebrare con questa bellissima mostra il risultato dello sforzo congiunto tra il Corpo dell’Arma, la Magistratura, la Diplomazia Culturale voluto dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, a favore della lotta al traffico illecito di opere d’arte trafugate: un lavoro d’equipe che ha visto negli ultimi anni e in particolar modo negli ultimi mesi il ritorno in Italia di meravigliosi capolavori che appartengono di diritto al patrimonio nazionale.
La parola greca “Nostoi”, legata ai poemi epici che raccontavano il ritorno degli eroi greci in Patria dopo la distruzione di Troia, si riferisce a lunghi e faticosi viaggi affrontati per tornare a casa. “Nostoi. Capolavori ritrovati” testimonia la tenace volontà dell’Italia di recuperare sul piano internazionale l’unicità del nostro patrimonio culturale, per riportare il commercio dell’arte e dell’archeologia sotto i numi tutelari dei principi etici. Tra gli anni 1970 e i primi anni 2000 molti bacini archeologici del nostro Paese sono stati depredati di incommensurabili ricchezze: seguendo percorsi clandestini e traffici illeciti i reperti ritrovati da scavatori clandestini venivano venduti a mercanti senza scrupoli e tramite questi finalmente ceduti a importanti musei europei, americani e giapponesi e anche a ricchi collezionisti privati. La “decontestualizzazione” che subiscono i reperti scavati clandestinamente li rende “muti”: non forniscono più informazioni agli studiosi sulla loro provenienza, sul corredo di cui eventualmente facevano parte, sugli oggetti da cui erano accompagnati. Lo scavo clandestino cancella tutta la Storia che gli oggetti recano con sé e di cui sono impregnati. Giulio Carlo Argan diceva che “distruggere l’arte è un tal peccato che, se si riscrivessero le Tavole della Legge, dovrebbe di certo esservi ricompreso”; l’attività dell’Arma dei Carabinieri, della Magistratura, le trattative condotte dalla Diplomazia Culturale e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’impegno profuso dalle Istituzioni internazionali vogliono portare, come può dimostrare la mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati”, alla condanna e alla totale interruzione di queste pratiche illecite. Una grande battaglia etica a livello internazionale trova dunque suggello nella mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati” che apre le porte a nuove “restituzioni” e a una rinnovata e rinvigorita stagione di scambi sul piano di studi scientifici e di collaborazioni culturali con le Istituzioni Culturali dei Paesi coinvolti. Fondamentale il nuovo condiviso atteggiamento internazionale che vede l’Italia e gli Stati esteri uniti nella responsabilità di garantire e tutelare pubblico accesso al patrimonio artistico dell’umanità contro gli scavi clandestini e l’illegale “fuga” delle opere d’arte. Con questo metodo si sono conclusi con successo i negoziati con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museum of Fine Arts di Boston e il Princeton University Art Musem. È
da ricordare che la mostra è allestita nella Sala Dante, il luogo
più significativo di Palazzo Poli, non solo per le eccezionali
dimensioni e per l’esclusiva visuale su Fontana di Trevi, ma anche per
le diverse importanti destinazioni assegnatale nel corso di quasi tre
secoli. Per l’inaugurazione della Sala fu eseguita da Giovanni Sgambati
la Sinfonia Dantesca di Liszt per grande orchestra e cori, alla
presenza del Musicista. Nell’occasione furono declamati un erudito discorso
e nuovi versi composti su ispirazione delle scene della Divina Commedia. |
Lèkythos
pestana a figure rosse con il giardino delle Esperidi Attribuita al ceramografo Assteas, ca. 350-340 a.C. Già J. Paul Getty Museum, Malibu |
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Frammento
di volto di statua in avorio Seconda metà del I secolo a.C |
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| Sostegno
di mensa in marmo con due grifi che sbranano una cerva ca. 325-300 a.C. Già J. Paul Getty Museum, Malibu |
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| Cratere
a calice a figure rosse con Zeus e Ganimede ca. 490-480 a.C. - Altezza cm 39,7 Già Collezone Shelby White |
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| Anfora
calcidese con cavalcata di giovani Attribuita ad officina magnogreca ca. 550-540 a.C.- Altezza cm 28,7 Già Collezone Shelby White |
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| informazioni | |
| Sede della mostra |
Sala Dante di Palazzo Poli Roma Via Poli, 54 |
| Partner dell’iniziativa | Gioco del Lotto Sviluppo Lazio |
| Catalogo | € 20,00 |
| Ingresso | gratuito |
| Comunicazioni e relazioni esterne | Rita Parma con Silvana Leone, e relazioni esterne tel. +39 06 699880248 rparma@beniculturali.it |
| Orario della mostra | tutti giorni escluso il lunedì dalle 10.00 alle 19.00 |
| Organizzazione e realizzazione | Comunicare Organizzando Tel. 06/3225380 – Fax 06/3224014, info@comunicareorganizzando.it |
| Ufficio stampa mostra | Silvia Barbarotta Tel. 06/6832740 – 339/3728738, s.barbarotta@intesacp.it |