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Matrici
in rame Dal
ripristino dell'inciso all'acciaiatura Il ruolo della Calcografia Romana. |
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Mostra
a cura di Anna Grelle Iusco |
Attraverso interventi effettuati su opere di eccezionale interesse, che vanno da Du Pérac a Piranesi, a Volpato, a Rossini, a Calamatta, la mostra illustra taluni fattori che hanno caratterizzato la costante ricerca di garantire la moltiplicabilità dell’immagine incisa superando l’ostacolo determinato dalla progressiva, inevitabile, usura delle matrici.
Sono presentati casi di degrado risolti mediante il ripristino dell’inciso, non di rado radicale: un metodo che oggi sarebbe inconcepibile proporre ma che per lungo tempo non ha comportato alcuna esitazione in quanto attuati su prodotti cui non era riconosciuta la valenza della piena artisticità; e per di più in momenti nei quali il ripristino interpretativo era legittimato dagli interventi su manufatti di altra tipologia generalmente riconosciuti a pieno titolo come opere d’arte.
Ci si sofferma poi sull’acciaiatura, il ritrovato tecnico che ha consentito, a decorrere dalla metà dell’Ottocento, il graduale passaggio dal ripristino dell’inciso danneggiato dall’usura alla prevenzione dell’usura: un processo all’inizio sollecitato certamente dalle motivazioni economiche insite nell’alto costo dei “restauri” e in seguito consolidato dal lento affermarsi, in particolare negli anni Venti del Novecento, della cultura della matrice, e dal progressivo, anche se discontinuo, riconoscimento dei valori di unicità e irripetibilità complementari alla sua peculiarità di produrre multipli cartacei.
Infine la galvanoplastica, l’ipotesi più aggiornata.
Sono esposte interessanti controforme e repliche ottocentesche da matrici di Luigi Calamatta e Giuseppe Marcucci, realizzate probabilmente per assicurare non soltanto la disponibilità di un grande numero di stampe ma anche la possibilità di effettuare tirature contemporaneamente, in città diverse, fra loro distanti.
L’excursus
si conclude con informazioni di prima mano sulle sperimentazioni che
l’Istituto Nazionale per la Grafica sta conducendo sin dal 1995 in tale
ambito, ma con diversa tecnologia, nell’intento di produrre repliche
perfettamente identiche alla matrice originale senza arrecare ad essa alcun
danno e assicurando da una parte la sua salvaguardia mediante l’estromissione
dal circuito lavorativo e dall’altra il naturale e pieno compimento,
nella tiratura su carta, del progetto artistico in essa insito.
I calchi e controcalchi in mostra evidenziano le difficoltà tecniche che l’Istituto Nazionale per la Grafica ha affrontato, avvalendosi dell’apporto specialistico dell’Istituto Centrale del Restauro e dell’ENEA, e documentano l’avanzato stato di soluzione di tali difficoltà cui si è pervenuti con la replica galvanica dell’Ercole di Giorgio Ghisi, appena ultimata, su committenza dell’Istituto Nazionale per la Grafica, dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, interlocutore storico della Calcografia Romana.
Il
catalogo a cura di Anna Grelle Iusco e Giuseppe Trassari Filippetto è edito da
Artemide Edizioni